Lento come il passaggio delle ore
Antonietta Angela Bianco
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C’è un murmure che vive ai margini del giorno,
un fiato che trema tra le fenditure dell’alba,
dove la luce nasce incerta
e trascina con sé il peso delle notti intere.
Il tempo scende, paziente e implacabile,
sfiora le cose come una mano antica
che conosce già la fine di ogni gesto.
I secondi si sbriciolano,
piccoli chicchi di sabbia nel ventre dell’aria,
mentre una chiarità ostinata
rovista tra le ombre in cerca di un volto.
Scrivo, e l’inchiostro è una pioggia tiepida
che tenta di cucire ciò che il dolore ha strappato,
ma cola lenta, si assottiglia,
si confonde col respiro delle ore stanche.
Ogni parola arriva come un passo incerto,
insieme fango e memoria,
insieme ferita e richiamo,
e il passato torna, sfocato e inevitabile,
come un’eco che non vuole tacere.
Eppure, qualcosa arde ancora.
Forse una scintilla che il tempo ha risparmiato,
forse solo il bisogno di restare,
di dire al buio “Anch’io ho un nome.”
Nel grembo del foglio
l’anima finalmente posa,
trova una soglia dove le lancette si fermano
e il silenzio sa diventare casa,
dove anche le ombre, a tratti,
sanno farsi carezze.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
complimenti cara apprezzatissima (carla composto)
Letta con molta attenzione (Ausilia Giordano)
Commenti (2)
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carla composto29 novembre 2025
riflessioni intense che portano ad una accurata riflessione belle lirica poetessa
Ausilia Giordano29 novembre 2025
Testo strutturato in strofe di varie tipologie di raggruppamenti (dalla quartina alla novina), tal è la variabilità della struttura frastica, con ritmo in versi liberi. Il tempo che giunge e scorre lento e misterioso, si incunea nel passar dei giorni e delle ore, ma sui ricordi il tempo non può, anzi ne sostiene la rimembranza che ci ravviva esperienze vissute. elogio poetessa.


