Rivoli di luce

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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L’immagine del “rivolo” come filo conduttore Il motivo ricorrente dei “rivoli” prima di pianto, poi di luce crea una trasformazione simbolica: il dolore che scende a valle si converte gradualmente in bagliore, intuizione, illuminazione. È un movimento dall’ombra alla rivelazione, in cui la natura è metafora dell’interiorità. La presenza di un Divino nascosto Il Dio inizialmente “nascosto e senza più luce” sembra rappresentare una divinità oscurata o dimenticata, forse interiorizzata e in attesa di essere riscoperta. Nella seconda parte, però, quel Dio “ch’è in noi” si manifesta e “indica la via”: è un passaggio da una trascendenza lontana a un immanente ritrovato. Plauso
bellissima lirica di una strada difficile e dura dove sembra nell’incipit che Dio si sia ascosto nel buio dell’anima ma poi la vita lo fa uscire fuori nell’esplosione della luce davvero profonda e bella complimenti


