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Impressioni 4 dicembre 2025 · lettura 1 min · 124 letture

Lo stupore del cielo

Pierfrancesco Roberti 1106 poesie pubblicate
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Stupiscimi mattino nel brivido dell’infinito folle parola che silenzia il vento degli angeli sussurro il silenzio del figlio di Dio nel vuoto del burrone. Amo la bellezza dei pensieri disordinati di sporcizia palpita la follia della terra sudata di un filo di letizia. Sento lo stupore che canta la strofa dei pianeti vera risacca del mare che dipinge la spuma delle nuvole nuova stagione che piange il creato. Scende il verso dalla mano delicata di Dio come la fresca rugiada del mattino.
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Pierfrancesco Roberti
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Lirica molto bella. Complimenti. (Antonietta Angela Bianco)

Commenti (2)

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Marcella Usai4 dicembre 2025

Il verso finale, “Scende il verso dalla mano delicata di Dio come la fresca rugiada del mattino”, porta un senso di dono, di creazione continua. L’atto poetico sembra provenire dall’alto ma toccare la terra con dolcezza. Nel complesso: una poesia intensa, spirituale, densa di immagini sensoriali e metafisiche, che unisce stupore, caos, bellezza imperfetta e un senso di trascendenza palpabile. Plauso

Questa poesia è un inno allo stupore, un invito a lasciarsi attraversare dalla bellezza del creato e dai suoi contrasti. Nei versi si sente la meraviglia per un mondo che è insieme caos e grazia, follia e poesia. Il divino appare come un soffio leggero, una mano che accarezza il mattino e dà voce alla natura. È un testo che fa respirare luce e contemplazione, come se ogni immagine fosse una piccola rivelazione.