In preda di male
Tormento trafisse l’animo,
che’l cuor era sì disadorno,
notte buia si profuse
nell’abisso del profondo
Tutto volse all’infimo,
tetro divenne intorno,
mal umor si diffuse,
scomparve color di sfondo
Or ov’era Amore?
Rifugio d’un peccatore
da Lucifero rapito
Tutto tace, sol rancore,
senza Spirito ristoratore
da tal mal ormai carpito
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti12 dicembre 2025
bella lirica caratterizzata dal tormento del male che ha preso possesso dello spirito l’autore segna un indole pessimista ma concretamente realista i miei elogi
Marcella Usai13 dicembre 2025
Le immagini di buio e abisso rendono bene il senso di caduta e vuoto. La domanda su Amore introduce un desiderio di salvezza, ma il finale resta segnato dal rancore e dall’assenza di redenzione. Un tono forte, malinconico e riflessivo. Plauso

