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Riflessioni 22 dicembre 2025 · lettura 2 min · 86 letture

Metti che

Saverio Chiti 2049 poesie pubblicate
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Metti che io sia qui seduto sul divano mentre i pensieri mi scavano dentro, e altrove qualcuno affida al buio quella certezza di vivere un altro domani. Metti che io, talvolta mi lamenti del troppo e del niente, mentre c’è chi s’inventa il pane con mani vuote purché ai suoi figli non manchi almeno la parola del Natale. Metti che mi perda in me, come se il mondo finisse in quel vetro che separa il tepore della mia casa da ciò che resta fuori. Metti che sulla strada a pochi passi da me, qualcuno si raccolga in una coperta di stracci e aspetti non la salvezza ma solo che il tempo passi, perché la morte non ha più nome quando tutto è già stato perduto. Metti che ora comprenda nel cuore, ancor prima che nel pensiero, che la vita non è un gioco ma un prestito fragile, un dono passato di mano in mano da chi ha saputo riconoscerlo come tale. Metti che senta avvicinarsi qualcosa di sacro non fatto di luci né di rumore, ma di silenzi che parlano del suo avvento. È Natale, sì ma soprattutto è l’istante in cui ci scopriamo d’essere come bricchi pieni di storie e ferite, così inermi e senza il coraggio di offrirle a chi vive solo sotto il peso della nostra indifferenza. Metti che un canto or mi raggiunga e una luce discreta mi strappi ai pensieri e che io lentamente mi avvicini alla finestra che dà sulla via, e con un gesto minimo inviti ad entrare chi attende il domani senza pretenderlo. Metti che allora, insieme attorno a una tavola povera raccontiamo di noi assaggiando non più del necessario. Metti che questa sia la magia nata in una grotta, quando l’attesa si è fatta carne e nel più puro dei silenzi ho imparato a chiamarti per nome. Metti che domani, semplicemente sia ancora un giorno degno di essere vissuto, metti che sia davvero il Natale a renderci più umani.
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L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Riflessioni molto interessanti. (Ausilia Giordano)

Commenti (2)

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Ausilia Giordano22 dicembre 2025

Mega testo distinto in strofe diversificate nella struttura e in verso libero. Il linguaggio è fluido e lessicalmente scorrevole. "Metti che ..." Un presupposto di riflessioni ed azioni in cui l’immaginario operativo prende il sopravvento, invitando il lettore a "leggere" dentro una storia di eventi probabili, in cui il protagonista invita a corrergli dietro, per scoprire che cos’altro può presupporsi, in un gioco di passaggi nel tempo e nei vari eventi, giungendo sapientemente all’evento più significativo della vita umana: il rapporto con il Divino, che non può mancare nell’esistenza umana. "E’ l’istante del Natale" dice il poeta, "che ci rende più umani" E qui sa presentare il netto distacco dal materialismo. Complimenti poeta.

Marcella Usai23 dicembre 2025

La poesia riflette sul Natale come momento di consapevolezza e umanità, lontano dalle luci e dai consumi. Attraverso immagini semplici e toccanti, invita a confrontarsi con la fragilità della vita e a riconoscere chi vive nel bisogno, trasformando la riflessione in piccoli gesti di condivisione e accoglienza. In questo modo, il Natale diventa un’occasione per riscoprire il valore del presente e la vera umanità.Molto sentita