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Riflessioni 31 dicembre 2025 · lettura 3 min · 186 letture

L’Ordine e il Tempo

Franco Scarpa 229 poesie pubblicate
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I Quando i regni erano ancora molti e le strade non giungevano lontano, quando i segni discordi sulla terra mutavano il mondo in misure diverse, sorse il Sovrano dal ferro e frastuono, cresciuto nell’ombra delle armi antiche. Vide la frattura come un cielo spezzato. Non disse nulla: il gesto fu la legge. II Poi, un soffio antico emerse oltre la terra un Drago di Fuoco nato senza misura, che ardeva nel gesto di chi cerca ordine e nel respiro accendeva nuovi mondi. La sua fiamma guidò l’ascesa di chi reggeva, ne fece un’ombra vasta sopra i regni, e ciò che toccò prese forma e tremore, poiché la fiamma che crea è fuoco che consuma. III I confini cedettero come acque stanche, le corone si fusero in un unico metallo, i nomi dei regni svanirono nell’aria. Le misure divennero una sola voce, i segni ridotti a un’unica figura, le strade costrette a un medesimo passo. Così il mondo fu raddrizzato in uno. IV Ma ciò che è uno teme sempre il vento. Perciò la pietra fu eretta contro il vento, la terra incisa in un’opera infinita: monti legati a monti, mani ferite, e nacque il Muro che divide la forma dall’informe che ancora preme ai margini. V Nel profondo, però, il passato si destava. Le tracce non tacquero, né la memoria. Fu allora che il fuoco fu sciolto dalle briglie: i testi antichi offerti come vittime. Ma il fuoco non sfiora ciò che è radicato. Le parole, divenute cenere lieve, si dispersero negli uomini, silenti, e vissero senza più bisogno di segni. VI Grande fu l’opera, breve il suo respiro. Il tempo avanzava senza obbedienza. Metalli rari raccolti, elisir preparati, ma il corpo non accolse il comando, e il tempo non si lasciò persuadere. VII Quando chi unificò discese nella terra non discese solo: un esercito d’argilla lo seguì nel buio con migliaia di volti, ognuno diverso, vigile e inerme, a guardia di chi temeva la fine. Lì rimase, circondato dalla forma che impose, che in vita tentò invano di domare. VIII Così fu scritto nella polvere del mondo: chi sfidò il tempo diede ordine all’infinito e tentò di costringerlo a durare. Non vinse il tempo, ma lo incise a fondo. E il suo nome vive non per essere eterno, ma perché osò sfidare ciò che è senza volto e ne pagò il prezzo come ogni uomo.
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Questa serie di poesie prende ispirazione dalla figura di Qin Shi Huang, il Primo Imperatore della Cina. Ho scelto di evocare i momenti che più hanno segnato la sua vicenda: l’unificazione dei regni, la costruzione della Grande Muraglia, il rogo dei testi, la ricerca dell’immortalità e l’esercito di terracotta che lo accompagna nella morte. Non è un racconto storico, ma una lettura simbolica: un modo per osservare il desiderio umano di imporre ordine al mondo e di resistere al tempo, e il prezzo che ogni tentativo di eternità porta con sé.

L'autore
Franco Scarpa

Salve a tutti, sono nato a Venezia nel 1965. Nel mio percorso di studi ho conseguito il diploma di maturità professionale come tecnico delle industrie chimiche, un interesse che continua a gratificarmi sia nella vita che nel mio ambiente lavorativo. La letteratura è da sempre una mia grande passione, in particolare la

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Veramente un capolavoro. Caro Poeta sei . (rita damonte)

sei . Complimenti e cari saluti. (rita damonte)

bavissimo (rita damonte)

. (rita damonte)

meravigliosa (Pierfrancesco Roberti)

Versi sapientemente composti. (Ausilia Giordano)

Commenti (1)

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Ausilia Giordano2 gennaio 2026

Testo strutturato in strofe diversificate nella lunghezza, e in endecasillabi, con ritmo libero. Un poema storico, che segna il percorso coscienziale e mentale di chi crede e cerca di sottoporre al proprio volere il tempo, lo spazio e le vicissitudini che creano la storia del mondo. L’uomo è creatura creata e come ogni contingente è sottoposto alla fragilità e al processo di decadimento. Esempio emblematico ne è l’imperatore cinese, che sognò di imporsi al sistema del mondo e ne restò polverizzato. Un testo del genere merita elogio non grande, ma grandioso. (Occorre considerare, però, in questo periodo, la difficoltà di accedere alle pagine e alle finestre per i commenti). Elogio.