Creta che sanguina
Antonietta Angela Bianco
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Cuori di creta si sfaldano in silenzi,
come foglie secche sotto venti d’oblio,
radici assetate affondano in terra arida,
simili a vene aperte che il gelo prosciuga.
Foreste gemono contro lame di ghiaccio,
mani sfiorano vetri invece di pelli vive,
fiumi si riducono a solchi di polvere,
mari inghiottono sogni come relitti muti.
Sguardi fuggono lieve tra dita di fumo,
fiamme si ritraggono al soffio del vuoto,
il silenzio intesse ragnatele d’indifferenza,
complicità sigilla il nostro lento svanire.
Siamo argilla screpolata, linfa avvelenata,
recidiamo vene proprie distruggendo il mondo,
dissanguati lenti in rivoli grigi e quotidiani,
polvere d’ombre che il tempo disperde piano.
Eppure su un ponte di corda che trema nel buio,
una mano stringe forte, tenace radice viva,
uno sguardo s’accende come stella in creta spenta,
voce sommessa promette: resto, e germoglio luce.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti9 gennaio 2026
poesia molto bella versi forti di una bellezza che sanguina purezza emozionante
Ausilia Giordano9 gennaio 2026
Testo in quartine e in endecasillabi, con ritmo libero. Come può non piangere il cuore di fronte allo sgomento della devastazione della vita della natura, e con si, della vita. Un mondo sottoposto alla dissolvenza non può che suscitare emozioni di forte sofferenza in chi osserva. L’uomo non si avoca più la responsabilità di proteggere la vita del mondo naturale e umano, ma nella sua incoscienza, prosciuga le possibilità di sussistenza. complimenti per i versi e per le emozioni che suscitano.


