L’Eresia del mio Corpo

sono nato a Vercelli una città adorabile artisticamente come del resto tutto il nostro bel paese . Dopo un interruzione durata parecchi anni per vari motivi ho ripreso A scrivere ad apprezzare la Poesia un dono che non tutti possono avere. Non sono un poeta ma a me piace scrivere quello che chiamo i miei pensieri.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un affettuoso saluto (Marcella Usai)
Versi molto profondi. Bellissimo testo. (Ausilia Giordano)
Un caro saluto, per una serena Pasqua (Antonietta Angela Bianco)
Commenti (3)
La tua poesia rispecchia in modo molto coerente ciò che scrivi nella nota: il corpo diventa davvero uno scrigno, un luogo fisico e simbolico in cui le emozioni vengono raccolte, ordinate e custodite. Non è solo un’immagine, ma una vera azione rituale: “riordino”, “piegare”, “ripiego” richiamano proprio quel gesto intimo e quotidiano che tu citi, trasformandolo in un atto emotivo profondo. Complimenti caro Daniele
Colma di passione potenti sensazioni questi versi dedicati alla donna amata. Tutto scivola della contemplazione dell’unità dell’essere insieme, in un afflato amoroso di dolcissime sensazioni, dove la vita trova il proprio spazio vitale e sensuale. Complimenti all’autore.
Questo componimento, intitolato "L’eresia del mio corpo", è una riflessione intensa e malinconica sulla fragilità umana e sulla memoria fisica dell’amore. Attraverso immagini domestiche e rituali (come il piegare la biancheria ancora calda), l’autore trasforma l’atto del ricordo in qualcosa di quasi sacro. Il contrasto centrale risiede nella "vulnerabilità" della carne contrapposta alla colpa dell’anima che dimentica l’emozione: un invito a non considerare il desiderio come peccato, ma a proteggerlo come un segreto vitale. Complimenti Daniele.



