Artemis
Ernesto Di Martino
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Tornano alla Luna,
lo dicono piano
quasi con paura,
come fosse un ritorno a casa
e non un salto nell’eterno.
Io invece qui,
inchiodato a questa gravità
che mi tiene le ossa e i sogni,
che pesa più del corpo.
Eppure ti guardo,
ogni notte.
A volte piena come un respiro trattenuto,
a volte sottile,
una lama di luce nel buio.
Ti immagino viva
nelle tue ferite di crateri,
nella tua pelle arida e silenziosa,
così lontana da tutto ciò che pulsa
e proprio per questo eterna.
Loro vengono a te.
Io resto.
Prigioniero di limiti invisibili,
di catene senza nome,
di un guscio che non si rompe
anche quando sogno.
Mio Dio,
Vorrei solo un attimo
uno soltanto
in cui liberare il mio peso dalla terra,
uscire dalla gabbia del possibile
e tramutarmi in polvere di luce.
E poi Salire a te dolce Luna.
Toccare il tuo silenzio.
Unirmi all’Universo,
per essere finalmente libero.
Ma resto qui,
a maledire i confini,
a contare le notti
come sbarre nel cielo.
E mentre Artemis vola,
mentre l’uomo riscrive la distanza,
io lancio il mio desiderio oltre l’aria,
oltre la carne, oltre la paura.
perché almeno il sogno
non conosce gravità.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Ernesto Di Martino
Nato a Casale Monferrato nel 1972, vivo ancora qui con la mia famiglia e gestisco un ristorante. Da piccolo in pratica non scrivevo, mentre ora riesco ad esprimere ciò che ho dentro solo attraverso la scrittura. Un flash nella mia mente, una frase di un amico, un evento della mia vita.....sento la necessita' di ferma
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