S’iracondia mi piglia
S’iracondia mi piglia,
che certi pensier
in testa mi rombano
e sempre son errabondo
nel fuggir non so dove,
ché tristo destino mi si coglie
e senza spoglie mi sento
Allor manco pur di ciò
che cotanto ho,
ch’esso non è bastante
in tal piega di malsana via
Che debbo far, mi chiedo,
ché parmi d’esser in tal punitio,
come fossi in precipizio
Allor provar in fede
trovar ristoro,
una prece, una prece!
S’anco Iddio non ascolta,
ancor sto pegno mi rintocca,
ch’infimo batte
in dolenza da spergiuro
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
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