Radice del desiderio
Antonietta Angela Bianco
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C’è una corrente invisibile, sottile,
che non chiede permesso alla parola
ma scuote la radice della lingua,
un magnete che sposta la marea interna.
Non è fame, non è vuoto da riempire,
è un’architettura di fessure e feritoie
da cui entra, improvvisa, la luce del mattino.
Come linfa che preme nella scorza
prima ancora che il ramo metta foglia,
questo brivido cieco ci governa.
A volte avanza con passo di felino,
audace, sulla linea del tramonto;
altre volte si siede sulla soglia,
timido testimone di un segreto,
un’esitazione che trattiene il piede
proprio sul ciglio esatto del dirupo.
Ascolta la bussola del sangue,
la carne sa la rotta assai prima della mente,
vibra come corda tesa al vento,
cassa di risonanza di un altrove.
Non cerchiamo risposte o spiegazioni,
ma il coraggio di stare nell’attesa,
di abitare la ferita che germoglia.
Siamo fatti di ciò che ci attraversa,
di quel nome che trema sulla bocca
e che pure non abbiamo battezzato.
È la vita che pulsa nel nascondiglio,
il moto perpetuo che ci tiene accesi
mentre il buio, intorno, fa rumore.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
Docente in pensione dal 2018. Nata a Escalaplano, abita a Cagliari. Ha la passione per la poesia e scrive dal 2021. Ha pubblicato, fino a oggi, 5 raccolte di poesie: Echi di vita Edit. Ctl Livorno; Paesaggi dell’anima, emozionando la vita Edit. Montag; Petali di emozioni Gruppo editoriale Noiqui; Germogli di poesia Ed
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