"Mattini d’addio"
Stefano Drakul Canepa
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Lei cerca ancora
di ferire le pelle
con le unghie
pronunciate sottovoce
a tarda sera
quando il vento
sembra ancora fermo
ad aspettare il buio
di qualche notte morta.
Lei spera ancora
di fermare il respiro
ma senza fare rumore
perché il dolore
nel silenzio sembra morte
e nel vuoto il gelo trema
come una goccia
sussurrata dall’inverno
nei mattini d’addio.
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Stefano Drakul Canepa
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