Poche lune soggiornasti
Ti ho trovata molti anni fa,
scoprendo ogni strada da solo,
calpestando piano questo antico suolo.
Eri lì, nascosta,
quasi come lo ero io.
La lapide in tua memoria,
testimonianza della tua remota esistenza
in mezzo ad altre, quasi senza coscienza.
Fu un sentimento improvviso, quando lessi l’epitaffio:
Poche lune soggiornasti per farci conoscere gli angioletti del cielo.
Crollai, e non riuscii a trattenere le lacrime.
Non ti ho mai conosciuta in vita,
sei andata via in un’epoca lontana,
ma stranamente ti sento vicina
quando sono qui, al cimitero monumentale.
Piccola bambina di un’era lontana,
mi dispiace che te ne sia andata.
Spero solo che tu abbia ritrovato la tua mamma,
la tua adorata, che ha contato le lune.
Ora, quando mi sento perso,
mi piace pellegrinare e girovagare
per venirti a trovare al cimitero monumentale.
Non sono mai solo:
la mano di Luna stringe la mia lungo il viale.
Lei è un peso reale, ma non quando siamo qui:
è la compagna ideale.
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