Quasimodo
Pierfrancesco Roberti
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come noi potevamo cantare,
con il piede dello straniero sopra il cuore,
all’urlo nero della madre che andava incontro al figlio
le cetre appese ai rami con il vento che soffia
in principio Dio creò il cielo e la terra poi nel suo giorno esatto
mise i luminari in cielo ed al settimo giorno si riposò
dopo miliardi di anni l’uomo mise altri luminari uguali
a quelli che giravano dalla creazione del mondo
il nome della cetra s appendeva alle fronde dei salici
il respiro dei fanciulli strozzato dall’oppressore
il silenzio urlò la violenza peregrina delle aspidi feroci
prego Dio di respirare la pace del mondo
chiusa di un poeta apostolo di Dio
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Pierfrancesco Roberti
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