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Natura 16 febbraio 2008 · lettura 1 min · 1223 letture

Nuovi amori

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Daniele Fabbri 110 poesie pubblicate
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Morente indugia il verno e ancor liscio serpeggia tra l'indaco dei rami d'un càrpino che cerca frizzante al suon d'azzurro lo squarcio del sereno. Trepidar di gonfie gèmine d'orlar di pizzo candido novelli getti muti com' ebbe gia' l'ardir per primo vestir di bianco il mandorlo s'attende... s'attende nuovo il segno che acerbo il temperino affondi la sua lama nel tenero del legno a disegnare cuori a sigillare amori a sublimar passioni di nuovi fiori al palpito per rifiorir eterni...
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Daniele Fabbri
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Commenti (2)

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Paolo Ursaia16 febbraio 2008

Trattazione raffinata del tema proposto; eleganza e ricercatezza di linguaggio. Piaciuta

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Patrizia Chini17 febbraio 2008

una melodia di sapore antico si snoda e annoda i versi di questa lirica che si fa apprezzare per lessico e per contenuto... molto bella l'immagine del ”càrpino” che cerca il sereno per poter germogliare mentre l'inverno sta per finire, immagine a cui il poeta affida il compito di rappresentare l'attesa trepidante della primavera nella natura