QUAdROPHENIA
Fabio bruschi
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Quando svegliandomi da un lungo incubo,
mi ritrovai nella luce abbagliante del sole,
cercai la mia anima.
Il riflesso era accecante.
Il calore intenso;
ma il freddo dentro me
insopportabile.
Cercai un fuoco per scaldarmi,
ma non trovai nulla.
Ero solo
in una stanza vuota e buia.
Vidi in seguito una pallida speranza
che mi indicava una via tortuosa.
Forse quella era la strada
della quale avevo sentito
parlare da bambino:
la NORMALITA'.
Ero stanco.
Non avevo voglia di incamminarmi
lungo quel sentiero.
Mi sedetti lungamente
a pensare.
No non era la mia via.
Infatti prima ancora
di salire sapevo già
cosa avrei visto.
Caddi nel torpore
del tramonto;
e lasciandomi accarezzare
dagli ultimi raggi del sole,
sfiorai una nuvola...
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L'autore
Fabio bruschi
Commenti (2)
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Mirella Crapanzano20 febbraio 2008
”La strada della normalità” non appartiene all'anima, la via che indica la realizzazione di sé passa dalla comprensione di ciò che si vuole e si è veramente, è una strada solitaria, difficile, ma altrettanto affascinante. Quando si intraprende, l'anima si risveglia dal torpore, si lascia accarezzare dal sole e può giocare con le nuvole...
T
Tulad Bax20 febbraio 2008
Un momento di consapevolezza importante per questa descrizione di ”normalità”. Piaciuta parecchio.

