Dimmi
Dimmi,
dimmi,
dimmi
O Signore dove sono.
Lingue d’amore
infuocano il tuo altare
Dove vuoi tutto per te.
Mi hai rubato
Il tempo,
mi hai lacerato
da questa vita,
mi hai scagliato lontano
dall’essere finito.
È un attimo
di amore
di una sposa che cerca
lo Sposo.
È tuo quell’attimo:
in esso naufraga
tutto il tempo
nel tuo tempo,
con esso raccogli
i bui respiri ansanti
nella luce della tua Vita,
per esso riunisci
in un solo corpo
scaglie fratture di fragile umanità.
Dimmi dove sono:
Mio Signore e Mio Dio
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
B
Benedetta Cavazza Miciamalvina23 febbraio 2008
mi ha affascinato il linguaggio umanamente erotico del testo che tramite questa passione coinvolgente ed ineffabile s'eleva ad amore perfetto in un grido che riunisce ed esprime compiutamente la comunione che non è solo simbiosi ma completamento ed espressione