Eracle
Enrico De Marzo
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Invoco il tuo aiuto
o Musa ispiratrice
poiché è giunto il tempo
di tessere le odi di Eracle.
O possente Zeus
mascherasti la tua essenza
e come cigno cogliesti
il cuore di Alcmena.
Dono del fato fu quel
figlio del tradimento,
ormai sono leggenda
quelle imprese inumane.
Narrami o Musa di
quell'aspra battaglia
per le fauci del Leone nemeo.
Mostrami Calliope il duro scontro
con le spire di Idra.
Con veemenza si scagliò
scatenando le ire di Era.
Lenta fu la nascita
di quel nuovo amore,
Denianira fu l'unica
a domare quel cuore indomito.
Con destrezza
strappò le ali delle Arpie,
figlie di quella matrigna
che l'anima sua rinnegò.
Sussurrami o Musa
di quell'ultima fatica,
in cui Eracle domò
le acque dell'Acheronte.
Implacabili note di battaglia
rimbombarono per l'ade intero,
persino Cerbero
fu piegato dalla sua clava!
Eracle, mortale divinità,
dedicasti la vita per la gloria,
Denianira ti attende,
assieme alla fama immortale.
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L'autore
Enrico De Marzo
Commenti (1)
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O
Osvaldo Spizzirri26 febbraio 2008
Sapiente lettura, di uno dei personaggi piu enfatici della mitologia greca, l'Ercole latino.Figure limpide che parlano in versi scorrevoli di piacevole lettura. Bravo forse e' poco.
