In fondo al pozzo
Vieni..vieni
fermati qui
senti?
Qui l'umido non ti invade la carne
e posso sfiorarti il viso
e poi lo sai,
da qui vedo uno spiraglio di luce.
Hai fame?
Anch'io
cantiamo, forse ci passerà...
è notte ancora
un altro giorno s'annuncia
nella polvere di stelle
che sembra scivolare dal cielo
qui sotto
vieni, ti prego
e dormi accanto a me
io ti veglierò
come è fredda la tua mano
e il labbro dischiuso intorno al dito
non trema più
ora posso anch'io farmi piccino
ed algido
come l'astro che da lassù m'invita
a fuggire verso l'alto
fra le vesti della via lattea
tinta del sangue puro
d'ogni innocente.
©
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Commenti (5)
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O
Osvaldo Spizzirri27 febbraio 2008
Non vi sono parole per commentare un orrore di queste dimensioni, se voluto da mano umana, che non basti la sola eternita' per maledire il giorno dei suoi natali. Parole toccanti di quegli attimi strazianti, scritti con umana pieta'.
Paolo Ursaia27 febbraio 2008
Poesia dolente, malinconica, carica d'immagini struggenti. Un sussurro, che tuona come un urlo per la crudeltà umana. Piaciuta
D
Doni27 febbraio 2008
Bella poesia, femiamoci tutti, lasciamo i nostri afanni, e dedichiamo 10 minuti di silenzio a questa assurda storia, buon viaggio ciccio e tore...
C
Ciccio8827 febbraio 2008
E L 'Italia si trova di nuovo di fronte ad un'orribile Storia!
D
Donatella Piras28 febbraio 2008
Una poetessa pura e vera che mi lascia a bocca aperta come una mareggiata d'inverno. Tutta la mia ammirazione.
