Naia
Franciscofp
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Una luce fioca,
umide e fredde pareti
si sciolgono in un pianto.
Fuori un rumore cosmico,
un tenue fruscio,
grido straziante,
una civetta!
Corpi giacciono
raggomitolati
tra umide coperte
che stentano a scaldarsi.
Un improvviso tintinnio!
la campana suona
nove colpi.
Un silenzio immobile
pervade la stanza,
l’angoscia e la tristezza
godono,
fuori è la vita
qui dentro è la morte.
Poi il fischio
assordante
di un treno lontano,
il pensiero mi riporta a te
©
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L'autore
Franciscofp
Ho sempre avuto un bisogno intimo di imprimere su un foglio un episodio particolare,un qualcosa che mi avesse particolarmente emozionato,pensieri intimi che tenevo per me quando qualcuno un giorno leggendo dei miei versi mi incoraggiò a continuare ma è stato grazie all’incontro con “Scrivere “e alle tante gratificazion
Commenti (1)
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Paolo Ursaia28 febbraio 2008
Bella poesia, intima e d'ambiente. Lo sconforto dell'anima, nello squallore delle cose. Molto piaciuta

