Lamento dell' avaro verso l' ospite
Vili codardi,
marrane creature.
Si alletan
delle mie vivande
codeste sanguisughe.
Miran al mio
aureo soldo
come l' aquila fa
sulla preda.
Ohimè! Così finisce
la mia ventura:
cadere in rovina
per la mia bontà!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
A
Alessandro Sasso2 aprile 2008
Una poesia divertente, con rime azzeccate anche se un pò troppo ... la chiusa è un pò da rivedere... comunque piaciuta!