Amore strano
You Don’t Know Me
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poggiato sul fondo
l'angelo insozzava nella vergogna
il silenzio parlava di passato
il demone ascoltava affascinato
si alzava il lamento come un canto
confondendosi tra i colori del tramonto
parole che parlavano d'addio
che graffiavano il cielo
pochi i ricordi confusi nella mente
le immagini perse altrove
dove nasce l'alba e la notte muore
nella musica e nel canto
l'angelo scoprì parole nuove
accendevano come miracolo
i raggi di sole
si aprì uno squarcio le tenebre ritirarono i loro artigli
le ali si mossero piano, pronte per il volo
il demone allibito guardò il povero angelo
gli occhi rossi rubini nel buio
guardò il dolore
provò a sentire sul collo il fiato
rabbrividì, la pelle di seta
mai poteva immaginare cosa poteva
una carezza un bacio
l'angelo raddrizzò le spalle gli occhi pagliuzze d'oro
labbra senza vita
al demone spuntò una lacrima tremulo rubino
la sua luce fece impallidire il sole
quando rotolò a terra e con stupore
a quelle labbra diede vita
le ali si aprirono con grazia
sollevarono dalla melma il corpo
la vergogna scivolò nel pianto
l'angelo trovò la forza di cantare
sollevò l'esile mano
delicato lui la sfiorò con i suoi artigli
e dal fango del peccato
l'accompagnò lontano
via dall'oscurità eterna...
...fin dove splende il sole
il calore gli bruciò gli occhi
si sciolsero i rubini e il rosso
macchiò quell'anima costretta in terra
l'ombra che rimase fu solo tristezza...
.un dolce pegno ora
che quelll'angelo in cielo vola
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
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