Idolatria d'amore
Serpe d'angoscia
mi divora all'interno
il veleno del distacco
impallidisce la vita
nei miei occhi colmi di pianto
stai andando da lui,
e ti ho lasciato andare, senza fermarti
potevo correrti incontro
assaporare ancora una volta
i tuoi capelli
passandovi piano le dita
inebriarmi la mente
di quell'odore che hai
solo tu
e che mi stordisce
mi prende dentro
mi trascina all'amore
non quello selvaggio
che prende le membra
e le sugge furente
ma quello radioso
che consuma i sorrisi
nello specchio del sole.
Potevo,
ma ho rinunciato
ti ho lasciato da solo con lui
e per questo ho perduto.
ma ora mentre la fame mi urla
nei visceri accesi da lava
e sabbia roventi
la gioia risorge...
tu e Lui,
vi siete trovati.
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia7 marzo 2008
Commovente, coinvolgente. Mi colpisce particolarmente. Tecnica apprezzabile, per una lirica molto piaciuta
O
Osvaldo Spizzirri8 marzo 2008
Due amori, stupendi e diversi tra loro, il primo appartiene alla nostra ragione, il secondo e' dell'immenso che ci circonda, li dove siamo stati generati dalla sapienza, non si puo' amare il primo senza accettare il secondo... il nulla non si puo' amare tanto meno sognare..! bellissima e' intelligente, per menti fini che non hanno paura delle conoscenze.
