Osanna al figlio di David
Mi voltavo sulla strada
dopo,
come bruco dentro al bozzolo,
aver racchiuso l'anima
nel cieco possedere del momento
Passavi
tu, il matto
omone senza grazia
lo sguardo stolto
sempre chino all'asfalto
Ci incontrammo nel pulviscolo
d'oro e d'argento d'un attimo
diverso
sorridesti misericordioso
nel vedermi porre in petto
gli euro con cui avevo barattato
la gioia della vita
e fulmineo
eppur col suono d'eternità
che le voci dei folli
nei secoli hanno echeggiato
mi hai detto:
Hai sorriso?
ti ho risposto con fare saggio
e tu ancora hai proferito
una domanda
Hai amato?
Confusa vedendo in te la Luce
ho chinato, io
gli occhi alla via
mentre tu, mio Dio
hai proseguito Re
negli invisibili 'osanna'
degli angeli di fiamma
contento alfin
di avere udito, fra i guizzi
di quel calor celeste
il canto del mio spirito umiliato
©
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Commenti (3)
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O
Osvaldo Spizzirri13 marzo 2008
Meravigliosa ode al Dio dell'amore, colui che ci ama senza riserva alcuna, perche' figli Suoi. Umiliare il nostro ego, fa si che si possano ammirare le bellezze Sue, attraverso gli occhi dei giusti al suo cospetto..gli ultimi. Di immenso significato, da conservare come insegnamento indelebile nel cuore.
Paolo Ursaia13 marzo 2008
Immensa poesia... immensa esperienza, condivisa col lettore. Si percepisce, e si prova, una grande emozione
A
Angelosilv13 marzo 2008
Poesia piena di amore, quello vero che buca i pregiudizi. Una bella anima può riconoscere gli angeli che incontriamo sulla strada. Stupisce sempre l'autore perché si mette a nudo, mai scontata.
