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Amore 13 marzo 2008 · lettura 1 min · 7749 letture

Forse domani

M
Marina Como 178 poesie pubblicate
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Rimango il soffitto mi guarda stupito mentre il silenzio scempia le mie ossa. Rintano le nari nel cuscino dove ancora mi cibo del fantasma di te come cavallo selvaggio in cerca del branco mi frusto di solitudine aspirando vento, tra le piaghe del materasso decaduto dai nostri giochi che non ritrova più forma. Innalzo are all'eroe caduto e sepolto nelle viscere quando il tempo non ne aveva ancora rinnegato la grandezza. Rimango e lancio strali all'anima. Forse domani incollando tasselli d'essere, affonderò le dita nella creta e mi tufferò nel frastuono del giorno di mercato, tra vecchie bancarelle, fra le nascoste occasioni annasperò una nuova offerta. Forse domani, ma ora rimango ad inchiodare battenti ai fili d'alba galleggiando, levitando la mia ombra terra di me per affondare nel soffitto pentito testimone finché ancora mi parla ed annego per stupirmi ancora di noi, di te.
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Non sono come al solito riuscita a dare il messaggio proposito?
E' quel richiamo ai tre elementi base, terra, acqua e fuoco, di cui siamo fatti e ci cibiamo ogni giorno. Se il fuoco viene a mancare, non resta che affidarsi all'acqua- fluido- tempo, per poter risalire attraverso la terra- terraterra- sopravvivenza- raziocinio, per riplasmarsi- trovarsi diversi- cambiare dall'esperienza- crescita. Ed affrontare il domani con la consapevolezza dello ieri, della capacità di adattamento, della precarietà delle situazioni. Ma soprattutto il messaggio voleva essere, diamoci il tempo di "digerire" e riflettere su quel che ci succede: insomma, concediamoci anche delle pause- analisi, se è attraverso esse che possiamo ri "tuffarci" appieno nella vita.22 febbraio 2011
M
L'autore
Marina Como
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Commenti (10)

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Mirella Crapanzano13 marzo 2008

Una poesia che mi ha commossa, comunica emozioni già vissute, di abbandono, di rimpianto, di tristezza, di smarrimento, ma anche di voglia di rivivere le emozioni dell'amore, seppur nel disfacimento di questo.. forse domani... mi tufferò nel frastuono... nella vita... chissà... ma ora rimango ad inchiodare battenti... e ritorna prepotente il ricordo e il rimpianto in cui, alla fine, è dolce annegare... stupenda poesia!

B

l'anima dell'autrice ha conservato in sè stessa un tale anelito di libertà che ancora gli basta a rimanere, è come un seme..sembra secco e senza più vita..ma la vita, misteriosamente, è tutta li dentro.

Paolo Ursaia13 marzo 2008

Sensazioni assolute, trasmesse con raffinatezza al lettore. Piaciuta la conclusione, gradevole la poesia

Rasimaco14 marzo 2008

stupendi versi questi che la poetessa ci dona, cesello del suo cuore, intristito da un momento di smarrimento e di pacata disperazione per ciò che più non c'é e giustamente dice, rispettando il titolo, -” forse domani” riuscirò, quando si sarà placata la tempesta di dolore, di tristezza e di nostalgia che sconvolge il mio esistere, a cercare una nuova vita, una nuova occasione-. Splendida e profonda nella descrizione del sentire.

F
Franca Canfora15 dicembre 2008

Raffinato, coinvolgente, è un testo che cattura ed emoziona il lettore, che si sente partecipe di questo dolore e di questa voglia di rinascita. Da rileggere per meglio apprezzarla.

Zeno Ferigo15 dicembre 2008

il dolore della solitudine viene trasformato in melodia... lasciando aperta una porta. Condivisa

Viviamo le nostre storie in modo fantastico e poi dobbiamo sempre celebrarne la morte e soffrine. Tante volte mi chiedo perché la conclusione debba essere sempre la stessa e l'amore non debba restare eterno come nella sua fase iniziale. Poesia, comunque, che comunica emozioni e compartecipazione.

Giorgia Spurio22 ottobre 2009

"Il soffitto mi guarda stupito",bella prosopopea e ipallage. il silenzio che scempia le ossa, altra figura dirrompente. un ricordo, come uno spettro, un fantasma, quello dell'amore ancora perseguita l'anima di chi ama, e vuole cibarsi di quel fantasma. si affonda, la testa, narici, nel cuscino, forse per soffocare il pianto. il fantasma di un amore è selvatico, è indomabile come un cavallo. già,perché non si possono domare le emozioni. sembra quasi che ci infliggiamo colpe dei quali in realtà siamo innocenti. "mi frusto di solitudine"!punizione inflitta "tra le piaghe del materasso".e qui il materasso è decaduto e non trova forma, altra meravigliosa ipallage. è l'anima di chi ama e soffre che si sente senza forma, disorientata. bella poesia!

Jayan Walter5 dicembre 2009

Poesia grandiosa, lirismo perfetto, espressione della solitudine dell'autore, anche se è con un compagno, anche se è circondato di cose e ricordi, ma rimane pur solo rispetto a ciò che cerca e non riesce a trovare, quel qualcosa che va al di là del mondo esterno fatto di cose e di persone. Grazie.

Poesia che conferma quanto sia difficile staccarsi dalle emozioni vissute. L'anima ferita deve lacerarsi, affondare, per poter ritrovare il domani...