A mio padre
You Don’t Know Me
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al mattino la radio si ode
che da il notiziario
mentre cinguetta squillante
il passero sul ramo
smorzano in un sussurro
le voci dei giochi
perché il sonno di un padre che è stanco
non sia disturbato
ho imparato a parlare in silenzio
con cenni di mano
chiudendo gli occhi
ascoltando il rumore del vento
che sfronda tra i rami
parla
talmente piano
che il respiro si ferma
pensando di fare baccano
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (1)
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Berta Biagini19 marzo 2008
un ricordo così non può che venire da un grande amore e da un gran rispetto verso il proprio padre che instancabilmente donava la propria vita per la famiglia. Veramente stupenda, letta e riletta senza far rumore.

