Zingara
You Don’t Know Me
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era una strega era una fata
leggeva le carte sulla tua strada
le vesti da zingara come il suo cuore
scintillavano al buio cambiando colore
l'umore era mesto lo sguardo era triste
perché lei vedeva cose mai viste
leggeva la guerra nella sua sfera
vedeva la gente andar sottoterra
vedeva le madri perdere i figli
vedeva bambini partire soldato
vedeva martiri buoni e dannati
tra le file di quei soldati
udiva gemere tra le macerie
popoli affamati tra le intemperie
sentiva l'urlo della propria terra
allo scoppiare di una nuova guerra
le ferite profonde son dure a guarire
solo l'amore le potrà lenire
voleva voltare di lato la testa
sfuggire veloce a quelle visioni
i suoi occhi profondi voleva accecare
le sue profezie voleva cancellare
prese le carte dal tavolino
ruppe la sfera sul tuo cammino
danzando piano le gettò lontano
mentre le schegge volavano via
schizzavano attorno alla sua figura
cogliendo i suoi occhi già pronti alla notte
due gocce di sangue caddero a terra
a pagare il prezzo di tanto orrore
nulla più vide la fata triste
che aveva visto cose mai viste
preferì pagare sulla sua pelle
i suoi occhi profondi divennero stelle
era una strega era una fata
era una zingara sulla tua strada.
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
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