Quel mattino
Tommaso,
grande dono della fede,
volevi toccare,
il tuo Gesù,
volevi sentire,
il tuo Gesù,
lo hai conosciuto
nelle piaghe dell'Amore
lo hai visto.
In quei fori
dell'umana crudeltà
hai assaporato l'inconoscibile
all'umana sapienza.
Conduci le nostre passioni
nel grido della fede
Signore Mio, Dio mio:
oracolo della gioia pasquale.
Maddalena,
lo cercavi ancora
tra i sepolcri.
Perduto avevi
Il tuo Signore,
avvinta nei
pensieri umani,
libera ti ha fatto
per afferrarlo
tra le braccia
dell'Amore definito
nell' Eden Eterno
dove la goccia
diventa oceano.
Donaci
questo abbraccio
profumato
dell'ambrosia
della Passione,
nel solo gaudio che rinnova la vita.
Maria,
tu lo hai accolto
nel tuo seno,
obbediente
al Verbo
che parlò nell'angelo.
La tua vita
Gli hai donato,
al deposto
dall'Albero della Vita.
Silente la tua Passione,
orante la tua Pasqua.
Te Beata, lo nutristi
del tuo latte,
donaci il paese
di latte e miele,
nelle nozze Eterne
del vino dolce.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
B
Benedetta Cavazza Miciamalvina22 marzo 2008
una poesia dove la Resurrezione apre la via ad una crescente intimità con Dio, san Tommaso vi pone le dita, Maddalena lo abbraccia, Maria lo incarna.Una poesia dove si esprime come l'amore per il Signore passa attraverso una conoscenza non solo mentale ma sensibile, dove lo Spirito sia Presente e definito.