Ancora al telefono
Suona la nota stolta
trapassa l'anima
prima ancora di vibrare
nel timpano sordo
al rifiuto.
Proverò ancora
forse tornerai.
Ecco sento con la tensione
del corpo abbagliato da un desiderio
affamato
che il fiato annebbiato
dal tuo labbro
al microfono
compone una parola:
pronto, mi dici
tu che non hai mai compreso
che menti ogni volta
mai sei preparato
mai le tue mani formano una coppa
vuota
per ricevere nelle dita accaldate
lacrime e baci
e la domanda straziante
acuta pungente:
vuoi essermi amante?
Non uomo di sesso
né mente brillante
no, no mio tenero fiore
io voglio da te
la quiete perfetta
quella del boccio
che dischiuso s'affaccia
a sfiorar di colore
la luce del sole
©
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia28 marzo 2008
Versi armoniosi, ben studiati, che sussurrano d'amore e delle sue varie coniugazioni; sentimenti, intimi. Molto piaciuta
