Fidel
Fidel!
più longevo di te,
solo il ricordo tuo.
Per sempre esso,
aleggerà su cuba
facendone grande,
storica isola,
per l'appunto, sempre sola.
Oh! Caro dittatore
forse... è ora d'andare,
di cercare un altro dove,
dove poter nuovamente far mole,
dove non ci sono né minuti
né ore,
dove in fondo...
non sussiste alcun timore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
I
Il Crudo3 aprile 2008
con tutta la simpatia per Fidel ed il suo sigaro cubano e la sua ammiccante iconografia, credo che nella stessa poesia ci sia la vera contraddizione in termini del pensiero che vi è racchiuso. ”caro dittatore” può mai essere caro un dittatore? e quello che di buono ha rappresentato potrà superare i lutti, gli esilii, le fughe, le privazioni di libertà a cui ha costretto la sua gente? ai posteri l'ardua sentenza, ma risolvere tutto questo in una poesia che è leggera come una carezza mi sembra azzardato.
Fippo24 aprile 2008
Scritta indiscutibilmente bene, discutibile il soggetto... ma viva la democrazia!
T
Thomas4 aprile 2008
Piaciuta per la forma (lenta in alcuni tratti, ma buona) e per il soggetto inusuale.
