Ancora folletti
You Don’t Know Me
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nel bosco camminava quatto quatto
frugando tra erba secca e odor di funghi
cercava qualcosa che non trovava
sapeva cosa fosse ma non c'era
era un odore strano che il vento gli portava
parlava di monti laghi e fiumi
lui che nel bosco non aveva
lì, c'erano ombre
il sole non entrava
tra i rami intrecciati così spessi
era una vita buia e senza suoni
e lui voleva suoni grida colori
ma era solo un piccolo folletto
ora c'era ora spariva
ora un sorriso e un pianto
era padrone di quel bosco nero
era padrone unico della notte
era prigioniero di se stesso... piccolo folletto
un giorno nel suo mondo così buio
qualcosa mandò un lampo di colore
era la luna col suo raggio lo colpì sul viso
dove una lacrima rotolava piano
come una perla
s'illuminò la scena
si vedeva il folletto accovacciato dietro un tronco
gli sembrò d'essere un mago
che con la sfera potesse visitare nuovi mondi
erano solo alla fine del suo bosco.
decise allora di avventurarsi oltre
oltre quel bosco verso l'infinito
per prendere quello che il mondo offriva
ma come mise i piedi fuori di lì
una luce lo accecò con tale forza...
sparì il folletto rimase incenerito e
nella nuvola bianca che seguì
c'era il suo spirito che gridava fiero
è quello che cercavo... lo sapevo
era solo la fiaccola della libertà...
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (1)
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Osvaldo Spizzirri4 aprile 2008
Riflessiva fiaba, spazia in tanti campi, il bosco, i suoni della vita, la libertà dei nostri sentimenti, il pensare dei sentimenti, l'autore cosa dice...? ”La libertà” il nostro pensiero, che nessuno può negare... io la chiamo solo democrazia..! Bellissima.
