Flauto incantatore

Così come onda
sferza la scogliera
la tua mano
bastarda
attenta il fondoschiena
su labbra inumidite
con note un po’ stonate
parole sussurrate
cantate respirate
Serpente striscia
in seno
turgido eccitato
flauto incantatore
senno
ha stordito
L’odore della carne
circuisce impregna
stringe
inonda labil mente
che svilita mi si arrende.
©
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L'autore
Apache
Vicina da sempre a tutto ciò che è sentimento, trova un rifugio e una forma di appagamento interiore nel tradurre le proprie emozioni attraverso la scrittura.
Commenti (2)
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Alessandro Castellarin23 aprile 2008
Il peccato della carne è il più abominevole di tutti; è un crimine talmente grave che, per commetterlo, ci vogliono due persone... Straordinario capolavoro... bello perdersi e lasciarsi trasportare dai tuoi versi!
A
Aledam23 maggio 2008
Sensualità raffinata nei tuoi versi. Non da oggi sei grande.

