Vagando, tornando...
Oltre
le brumose risacche
della sacrilega notte
si spoglia
il debitorio viatico
di me,
vaganti ninnoli di ieri,
il muto arsenale
d'amore
trasuda
vitrei profili,
e
tra minute carezze
di lacrime
volteggia
il friabile sonno...
Nel ferito cammino
senza volto
si trascina
lo smarrito assenzio
del vespro di noi,
riversi istanti d'addio,
nel nudo sospiro
del tramonto di madre
attraverso
l'increspato crinale
dell'orfano oceano
e
redimo
la salata ombra
di ieri...
©
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L'autore
Silvietta
Scrivere... scrivere... scrivere della mia vita, del mio flusso di emozioni, di sguardi e orizzonti..
Commenti (1)
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Paolo Ursaia8 aprile 2008
Poesia elaborata... lo stile sempre personalissimo la rende particolare; musicale, armoniosa, e da leggere lentamente. Piaciuta
