Ho spostato le montagne
Fra le braccia, piccino
ti spegni
sul seno vizzo
il tepore del sole
lo confondo
fra gocce di latte rappreso
che più non disseta
con l'ultimo tuo respiro
e mentre la tua mano
scarna
scivola via
sul mio ventre
gonfio
nuovamente di vita
io spero...
Al lavoro non posso
mangiare
se mi fermo
il padrone
mi rende tanto amaro
il boccone
sento i crampi alle gambe
e la testa mi duole
mentre scavo le gemme
che la terra racchiude
è un attimo e nel palmo
ora brilla una lacrima
di passione e sudore
io credo...
Sono stanca e non posso dormire
la mia bimba ha tanto dolore
la sua pelle s'è fatta
di rame
tanto fina che lascia vedere
quel poco di sangue
che resta
a darle colore
se le bacio le membra ferite
ogni piaga per me
è una strada infinita
che mi porta al suo cuore
io amo...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
O
Osvaldo Spizzirri9 aprile 2008
”io amo”dolce pensiero dell'autrice, che fa vedereun momento di vita... intenso di spiritualità sulle sofferenze altrui...!! Bellissima
Paolo Ursaia9 aprile 2008
Parto dalla meravigliosa conclusione... io amo; essa viene dopo una poesia dura, aspra, pur nella consueta eleganza, e ci indica l'unica soluzione ai nostri peccati, alla nostra indifferenza. Piaciuta
A
Angelosilv9 aprile 2008
una linfa vitale percorre questa poesia; vita donata, vita sperata. La fede lega gli intrecci delle singole strofe; l'abilità dell'autrice si mostra in questo dono stupendo dove ogni singolo sussurro è captato ed amplificato. E' una vera preghiera dove l'esperienza personale non solo è proposta ma è tanto vissuta interiormente quanto si esprime in modo delicato.
