L'ardito egonauta delle carni
...scevro da ogni letterata forma,
esule tra carni morbide e voluttuose labbra,
viando nel sensuale sfiorare
e m'intingo del recondito sfregare...
...le coscia non sanno
ma al mio propormi s'aprono e m'armano...
...il sidro del mio annaspare
traccia l'estinzione
della mia spregiudicata limitrofìa al piacere
e porta con se ogni mio piccolo dire...
...cernire ogni molecola,
che in un adultero corpo è d'ardore,
comporta la scissione da ogni passione
che evoca lontana
il suo oggeto reclusore...
...l'ardito vagabondo delle carni
ama l'amore,
non il suo contenitore...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Massimo Chiusi12 aprile 2008
condivido con alessio J, piaciuta molto da rileggere più volte e assaporare sempre meglio.