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Sociale 12 aprile 2008 · lettura 1 min · 2244 letture

Tibet

Clelia Maria Parente 412 poesie pubblicate
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Dietro le nostre spalle sordo silenzio increduli, impotenti a massacri assistiamo. Notizie corrono cuore piange inutile sentire il nostro goccia d'oceano. Ogni anima per vincere gigante distruttivo d'etnica minoranza in impari lotta senz'armi fra urla, percosse, sangue e pianti sentir fa la sua voce. E noi? Impercettibile silenzio...
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L'autore
Clelia Maria Parente

Mi presento. Sono Clelia, sposata serenamente e con una figlia, vivo a Roma dove esercitavo l' amata professione di insegnante. Dal carattere allegro, gioviale e sensibile, solare a detta di amici e conoscenti, ho sempre amato la poesia e con essa convivo in tutte le mie situazioni di vita, dalle più allegre fino al

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Commenti (3)

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Robylord12 aprile 2008

a volte l'impotenza di non poter far nulla fa pensare, ma ci si augura sempre che il buon senso abbia la meglio, ben delineato il tuo poema

Rasimaco12 aprile 2008

il terrore psicologico é un arma che uccide pian piano, la libertà di un popolo sottoposto all'isolamento é pressoché nulla. E così il Tibet muore lentamente schiacciato dalla ragion di stato. versi che ben rappresentano questa tragedia. molto bella ed intensa.

giannini agostino24 aprile 2008

Una ferita alla libertà, dei popoli oppressi, dai soliti poteri prepotenti, e la nostra voglia di giustizia, come cittadini e popolo libero e sovrano