Tibet
Mi presento. Sono Clelia, sposata serenamente e con una figlia, vivo a Roma dove esercitavo l' amata professione di insegnante. Dal carattere allegro, gioviale e sensibile, solare a detta di amici e conoscenti, ho sempre amato la poesia e con essa convivo in tutte le mie situazioni di vita, dalle più allegre fino al
Commenti (3)
a volte l'impotenza di non poter far nulla fa pensare, ma ci si augura sempre che il buon senso abbia la meglio, ben delineato il tuo poema
il terrore psicologico é un arma che uccide pian piano, la libertà di un popolo sottoposto all'isolamento é pressoché nulla. E così il Tibet muore lentamente schiacciato dalla ragion di stato. versi che ben rappresentano questa tragedia. molto bella ed intensa.
Una ferita alla libertà, dei popoli oppressi, dai soliti poteri prepotenti, e la nostra voglia di giustizia, come cittadini e popolo libero e sovrano


