Il popolo tibetano
è gente buona gentile
che deve esser difesa
da quell' assalto vile
dalla pesante offesa
dalle mani nemiche
sporche insanguinate
sulle piaghe antiche
mai più rimarginate
i monaci proteggono
la gente che ha fame
dai lupi la difendono
e le loro turpi brame
tutto il mondo vede
quella tragica sorte
di vulnerabili prede
condannate a morte
e il sole si è spento
non è più primavera
mille urla nel vento
diventate preghiera
scoprono di stelle
brillanti frammenti
a lenire sulla pelle
brucianti tormenti
scopron che solidale
sarà il mondo intero
sconfiggendo il male
col suo aiuto sincero
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L'autore
Angela
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Commenti (1)
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O
Osvaldo Spizzirri13 aprile 2008
”è gente gentile”... il lettore attento capirà questi bellissimi versi, on cui lautore ci mostra il lento passo dei maonaci tibetani.. nonché il loro amore... verso l'immenso... solo oppressi da un comunismo che noi chiamamo realtà... perduta civiltà... loro chiedono solo la loro patrial a nostra vergogna.. portare la fiamma olimpica dove l'oppressione regna sovrana... Bellissima
