Dictator
Mondo in pugno tenea,
come palla colorata,
del bene e del male potere,
ma mestizia
e tremula gente in paura
allietava cor suo
d’ordigni lacerar silenzi.
Morte, distruzioni e tristezze
con l’umana gente giocava
qual soldatini di piombo...
In gioco assurdo
nazioni cadevano,
inermi ferite,
per man sua e di sua congrega.
Lui signore
capo supremo
del pianto di madri,
vecchi e bambini
sordo
sol morte amava.
Alfin popolo lasso
la schiena erse
e lui in ginocchio pose
vinto d’arma a lui ignota
l'amor...
amor per il paese
amor per la dignità
amor per la libertà.
Enorme scalpore,
caduti i potenti,
giustizia trionfa
esplode la pace.
©
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L'autore
Lanaliana
Commenti (2)
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Rasimaco13 aprile 2008
poesia altamente espressiva, la poetessa sul filo delle sue profonde riflessioni alla fine di un percorso storico di oppressione e di oppressi, crea questo canto di sdegno e di protesta ma anche a monito all'umana mente che ricordi cosa sia la dittatura. dal titolo il dictator latino era un commissario di oggi ma con poteri di vita o di morte. molto bella e spinge alla riflessione.
O
Osvaldo Spizzirri13 aprile 2008
”mondo in pugno tenea”splendida espressionein cui l'atrice ci rappresenta il mondo dei cosiddetti dottori della ”DITTATURA”vero flaggello dell'umanità... leggere con attenzione... sfumature bellissime che indicano il significato della stessa...! Bellissima

