L'uomo
Nel tempo in cui l’uomo era distante
Nella luce esso viveva
Tutto allora sembrava importante
Dio ringraziava di quel poco che aveva
Uomini e non zombi nelle strade
Pensieri azioni erano umane
La loro fame era sempre più grande
Pensavano ad oggi e non al domani
Il mondo cambia e l’uomo si trasforma
Dalla luce dove era nato prefarisce l’ombra
Di sangue si ciba e non di carne
I denti appuntiti e l’alito di fiamme
Basta poco a cambiare una persona
Un gesto un’azione un discorso
Chiede più di quello che il destino dona
Ignora dalla nascita il suo percorso
Cammina trascinando il peccato in grembo
Zoppicando agita la lingua biforcuta
Da tempo non ha emozioni e pianto
Come un falco spietato con vista acuta
Si insinua come un parassita nella gobba d’altri
Rimane li fino al prosciugamento
Scappa davanti a quelli più scaltri
Non è più fame ma puro divertimento
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