Sapore antico
Piccina
ponti di fango
formelle riempite di humus
toccavo l'anima plasmando
il tuo Corpo
Bello l'odore
forte la consistenza
non resistevo
ti assaggiavo.
Sentivo le sabbie del tempo
sulla lingua
sentivo pietruzze
e sali segreti
e sapevo, si
conoscevo nel sangue
che da te proveniva
la mia vita bambina
e quella d'ogni essere umano.
Risaie, granturco superbo
larici e quercie
aranceti fioriti
greggi fra l'erbe
ed uccelli d'ogni colore
allattavi,
ed io sorridente capivo
che Madre davvero tu sei.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Mirella Crapanzano22 aprile 2008
Una armoniosa poesia, in versi che profumano e hanno il sapore della meraviglia, ancora bambina, quando l'innocenza e il ricordo colorano il mondo di emozione.. molto bella questa immagine della terra, madre rigogliosa e generosa, molto dolce...
Paolo Ursaia22 aprile 2008
Lirica intensa, dolce, che scava nei migliori ricordi di ciascuno di noi, e lascia un buon sapore. Piaciuta
A
Angelosilv27 aprile 2008
mille sensazioni scorrono in questa poesia, creazione come lode, come eucaristia ed infine come incontro di amore, di Amore che pulsa in immagini che si schiudono in un universo non ancora tutto esplorato, con gli occhi dolci, penetranti ed attenti di una bambina

