Eterna giovinezza
Mi manca
quel tuo modo di guardarmi,
quel solco aperto sulla pelle
come cicatrice del giorno
del pianto insieme.
Più non riconosco
quel pensiero tuo
che sgusciava dalla fronte
riflessivo specchio
del tuo cruccio insoluto.
Ed il sorriso sornione
che incorniciava le fossette
ad indicar la via degli occhi,
splendevano, ricamati
come raggiera di sole
schiudendo l'uscio alla stanza
delle inviolate passioni.
Come
ti sei perduto
tra soldatini di plastica.
Quando, hai scelto
di annegare
nel mare di botulino.
Scambiandolo
per la fonte.
©
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Commenti (3)
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F
Francesca Coppola22 aprile 2008
Innanzitutto originale davvero e per questo mi complimento, non è facile! Letta e riletta e dico che l'ultima strofa vince su tutto, la chiusa è di una potenza lacerante.
N
Nicole Biffi22 aprile 2008
Poesia che affronta con originalità uno dei problemi della società moderna: il non accettarsi per ciò che si è, arrivando addirittura a mutilare sè stessi. Lo trovo un grave problema, che purtroppo è accettato senza troppe obiezioni... piaciuta.
Paolo Ursaia22 aprile 2008
Letta con piacere e gusto... una ceritica sociale severa, condivisa. Lirica piaciuta
