Malattia
Mi guardo la mattina non sono più lo stesso,
Mi guardo allo specchio
E trovo un dosso,
La gente mi guarda con sguardi arruffati,
Io sono contento,
Mi giro e penso,
Al tutto,
Quello che ho di fronte,
Non mi reco mai neanche all’orizzonte,
Sono malato,
Soffro di una strana malattia,
si chiama tecnologia.
Non accetto i bambini che vanno sbuffando,
Dalle mamme e i papa io non lo consento,
Se in questo momento,
Un giorno o un istante,
Mi rendessi conto dell'auto volante.
Ormai quello che non possiamo fare,
Un aggeggio ci fa accontentare,
Di ferro di plastica,
Quello che sia io non accetto...
La mia malattia.
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Commenti (1)
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M
Massimo Chiusi25 aprile 2008
una poesia che va contro il proprio essere, quello che siamo oramai quasi tutti. la voglia di avere per stare in pace, scritta bene anche se non capisco la locazione in morte, io l'avrei messa in riflessioni. continua così comunque che vai forte!