Quasi (o la mia vita)
Quasi so di esser nato.
Tante sono le zone d’ombra
sul mio primo anno di vita.
Un mistero sarà sempre.
Quasi morto,
durante giorni neri,
giorni di dubbi.
La final soluzione mi ossessionava.
Quasi baciata,
centimetri tra le nostre labbra,
i soffi si mescolarono.
Girai la testa.
Quasi si innamorava,
ma il tempo è mancato.
Andarmene lontano
fu l’unica cosa che potessi fare.
Quasi oggi vivo,
felice col calore degli amici,
triste nella gelida stanza,
metà fuoco, metà ghiaccio.
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Commenti (1)
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Marina Como26 aprile 2008
Una poesia che originalmente descrive il rimpianto di tutte le cose non fatte. Mestizia e solitudine ben amalgamate in un linguaggio semplice che arriva dritto al lettore con forz'anche una punta ironica nella negazione totale del vivere appagati.