Parcheggi
Ho parcheggiato il mio cuore
in un posto chiamato Te.
Ho pagato la mia ora,
la sto ancora pagando.
Mentre lenzuola bianche
si macchiano d'amore
io non riesco a mandar via
lo sporco dei suoi occhi.
Lui non paga.
Lui ha il suo posto
col disco che gira sempre,
che è sempre all'ora giusta.
Io pago dolore e attesa e sogni
mentre lui ha il potere
di non doverti sognare.
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Commenti (1)
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O
Osvaldo Spizzirri28 aprile 2008
Dolci versi animati da un profondo dolore... ma l'amore è il destino sono anche questi... comprenderli...! Bellissima!