La barca sola
sulla tavola calma di questo mare
sembra voler volare
ma altro non fa che galleggiare
cullata dalle onde e dalla corrente
pare non abbia direzione
solo un soffio d'ostinazione
sul legno umido del suo fondo
trasporta un uomo solo e assopito
sembrerebbe quasi rapito
i remi calati in acqua
non impongono direzione
oscillano semplici senza imposizione
l’uomo assopito immobile giace
il destino non vuole impugnare
per imprimere direzione al remare
lontano ancora appare il porto
faro impazzito d' incertezze
ma il mare attende e perdona le debolezze
di quell’uomo e della sua barca
si narra da molto tempo
egli è stato si in balia del vento
ma ora sta riposando
dalla tempesta si sta riprendendo
ha lottato contro ogni corrente
l’uomo solo è stato sorprendente
porterà dal galleggiare
la sua sola barca al volare
toccherà quel giorno il porto
felice di aver attraversato il suo mare.
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Commenti (2)
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Angela8 maggio 2008
dopo tante peripezie si raggiunge finalmente il porto desiderato poesia che profuma di ottimismo bella
F
Franca Canfora8 maggio 2008
Bellissima metafora, raccontata con semplicità ma con eleganza. Bella la chiusa che si apre alla gioia. Molto apprezzata.
