Tu pregavi
Sapevo
che quando il mattino s'affacciava sul colle
appena innevato da sbuffi di nebbia
calda e collosa
tu solo
entravi dinanzi al Signore
Il ginocchio piegato
sul banco di noce
la gola insabbiata da grani d'incenso
pregavi in silenzio.
Non vedevo altro
che la nuca inchinata
dinanzi al lucore
di un lumino tremante
che forse piangeva sapendo
che presto sarebbe mancata
la tua mano congiunta
al tuo cuore
nell'offrirti all'amore.
Non grande statista
vedevano gli angeli
mentre il sole toccava
le tue spalle incurvate
ma cristiano impaurito
che forte di Grazia
abbracciava la Croce.
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Commenti (2)
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Fippo29 maggio 2008
las realtà delle immagini rende molto commovente... questa ”preghiera”... poesia moltointensa e sentita... fa riflettere.
A
Angelosilv9 maggio 2008
un ricordo personale, vissuto in intimità ci è donato per illuminare con una luce profonda quello che potrebbe essere un banale fatto di cronaca, anche se importante per la nostra storia. Bellissima
