L'obliquo

Sdraiata nell'obliquo di questo palazzo
avverto una lama nel mio fianco
e trafitta pronuncio
parole dimesse.
Mi manchi nella sera
che non sostiene la malinconia
non c'è voce per rapire
questo lamento.
Non posso vedere lo splendido istante
in cui gli occhi sono infinite vie da percorrere
nel blu del nostro spazio.
Neanche le stelle son sole
quando il buio sovrasta la città.
Il ritmo non tiene più la scena,
copro la solitudine
con un sorriso d'agata
sul ciglio di una strada
di periferia.
Ho bisogno di piangere
di sciogliere
quello che resta
di un battito d'ali.
Non sento più l'ebbrezza
mi celo dentro un emozione,
le mie chiare iridi
non sostengono la luce.
Dono la mia mano alla tristezza,
paradiso incessante di ricordi.
©
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