Ricordi
Un giorno futuro mentre giacevo con occhi sbiaditi sull'onda dei miei mielosi ricordi,
ricordi che mi hanno accompagnata in pranzi spenti
in sorrisi cupi
e in amare verità,
si affacciò in un pulviscolo di luce entrante la mia dimora,
un fiore dai petali parlanti e dall'atteggiamento obliquo.
Mi disse che nella notte
mi sentiva piangere,
che mentre tutto taceva,
mentre le anime riposavano
e l'aurora aspettava di far trionfante la sua venuta,
mentre a rischiarire il cielo vi era solo il chiarore lunare
e nei boschi il bagliore dei gufi,
lui udiva il mio dolore
che con voce soave
imperseverava su di me.
Vedeva luccicanti auree sul mio corpo
e melodici spasmi ripetuti.
Sentiva la voglia dell'abbandono
e del perdono
dinnanzi al tetro mare dei suoi occhi.
Sentiva quel dolore
quell'amore e
quel pianto
che un giorno mai sarebbero cessati.
Lo ascoltai, lo guardai, chiusi gli occhi,
lui capì,
e con un felice dispiacere
mi gettai nuovamente nei miei ricordi.
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Commenti (1)
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M
Maria Francesca13 gennaio 2006
una poesia che merita piu' attenzione. dai greta sei brava