Non posso pensare al perdono
Giocattolo di carne,
urli tra loro,
le risa, gli insulti,
i pungni.
Non ci sei già più,
quando un cavo ti stritola
la vita.
Non ci sei mai stata,
forse,
martire bruciata
all'empietà del gioco
d'un immondo potere
che nulla di umano
- neppure di bestia-
ricorda.
Non avrà mai fondo
per te,
quel pozzo in cui
il tuo corpo bruciato
giaceva
con un masso appeso al collo,
giusto regalo
- cercato con amorevole e lucida cura
da chi viva ti ha usata-
per una vita mai nata.
- Non posso pensare al perdono-
©
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