Profumo di zagare
Gocciava sull'arido scoglio
una volta sommerso dai flutti salmastri
una pioggia finissima
fatta di petali e semi
di tamarindi e cedri.
Agrumeti presso la spiaggia
respiravano
la nostra stessa fragranza
parole d'amore sommesse
affidate al vento gentile
timoniere invisibile
di sogni insperati
Ti tenevo la mano, bambina
le trecce sbiondite dal sale
le labbra come spicchi succosi
Eri bella
io ti amavo
come il sole rimira
il boccio del bergamotto
e coi baci lo infiamma
d'essenze divine
senza toccarlo
se non con la Luce
del suo cuore d'arancio splendente.
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Commenti (2)
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Silviana18 maggio 2008
bei versi... forbiti ed eleganti... Un canto d'amore d'altri tempi, proprio per questo m'affascina... L'amore cantato così... non muore mai... grazie...
Filippo Salvatore Ganci19 maggio 2008
Profumo di zagare... sarà il titolo della poesia, ma nel leggerla colgo essenze di agrumi a me conosciuti, quel sentimento solare dell'amore pieno, che si porta nel nostro cuore! Vera poesia!

